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E' ufficiale: Echelon esiste
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Scoperta la prova lungamente cercata: il networkdi spionaggio è citato in un documento della Nsa
Ma la sua attività è meno peggio
di quanto si credeva


ROMA - Bastava una prova, una qualsiasi, per sdoganare una tetra leggenda in una preoccupante realtà, e finalmente quella prova è arrivata. Adesso si può dire senza passare per mitomani: Echelon esiste. La rete globale per intercettare ogni forma di comunicazione elettronica non è più liquidabile come l'ennesima stramberia dei cultori delle "teorie del complotto". Per la prima volta, in documenti ufficiali della National Security Agency, l'agenzia statunitense per la sicurezza, se ne è trovata traccia: il termine "progetto Echelon" è citato in riferimento a un'istallazione di intelligence navale. A fare la scoperta pubblicata online nei giorni scorsi - è stato Jeffrey Richelson, un ricercatore del National Security Archive, un'associazione indipendente e non governativa nata nella George Washington University. Spulciando 
documenti desecretati di recente lo studioso è incappato nella parola esplosiva: "I fogli forniscono una conferma di fonte 
governativa del programma Echelon", ha dichiarato. Ma se è vero che il rinvenimento costituisce una vittoria schiacciante per tutti coloro che da tempo denunciano l'esistenza di questo network segreto per spiare i cittadini di tutto il mondo, è anche vero che l'entità della scoperta ridimensiona alcune di quelle paure. "L'esito della mia ricerca suggerisce ha dichiarato infatti Richelson che si tratta di un progetto molto più limitato di quanto erastato ipotizzato dalle ricostruzioni più estreme", 


aggiungendo poi di nutrire forti dubbi "sulla circostanza che la Nsa abbia oltrepassato i propri confini legali". Echelon esiste, insomma, ma non è detto che abbia fatto niente di male. Uno degli incartamenti cui Richelson ha avuto accesso grazie al Freedom of Information Act menziona il termine tabù riguardo a una base navale a Sugar Grove, in West Virginia. Questa installazione militare sarebbe stata creata in ossequio a un'antica alleanza di intelligence tra Stati Uniti e Gran Bretagna che si sarebbero promessi di condividere informazioni pericolose per la loro sicurezza. Questo patto - l'embrione di Echelon - avrebbe previsto sin dall'inizio anche molte e rigide limitazioni nell'uso delle informazioni di cui si sarebbe venuti in possesso: "Il documento sottolinea il ricercatore specifica che una delle responsabilità del comandante della sede di Sugar Grove era quella di assicurarsi che la privacy dei cittadini americani fosse adeguatamente salvaguardata". L'Agenzia, contattata dal quotidiano online "Wired", che per primo ha dato la notizia, si è rifiutata di commentare in alcun modo. La settimana scorsa, però, Michael Jobs, vice-direttore dei sistemi informativi alla Nsa, aveva reagito sdegnosamente all'illazione che l'ente per cui lavorava potesse aver spiato i cittadini americani: "Il nostro regolamento interno lo vieta espressamente e abbiamo sempre preso questa restrizioni molto sul 


serio". E allora? Chi si è occupato da tempo e con maggior rigore della vicenda non ha dubbi nel rispondere che la notizia apre una nuova, importante pagina in questa saga. Allo stesso tempo la scoperta non svela molto su cosa, di fatto, sia successo (e continui a succedere, a detta dei più) in questi anni. Tutto lascia pensare che con i fantasmi di Echelon si  dovranno fare i conti ancora a lungo.
(26 gennaio 2000)

FONTE dal sito www.repubblica.it

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