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| ATLANTA - Tre enormi buchi
neri, veri e propri mostri del cielo, sono stati individuati dagli astronomi
a breve distanza
dalla Terra. Si trovano nelle costellazioni della Vergine e dell'Ariete, a circa 50-100 milioni di anni luce da noi. Lo ha ufficialmente annunciato il noto scienziato Douglas Richstone intervenendo al convegno di Atlanta della American Astronomical Society. In verità, non è la vicinanza tra questi corpi celesti e il nostro pianeta a stupire gli astronomi che li hanno scoperti bensì le loro dimensioni: non a caso vengono definiti "super-massive black hole" (super-massicci buchi neri) dato che sono tra 50 e 100 volte più "grandi" del Sole. Mentre la maggior parte dei buchi neri conosciuti hanno una massa poco maggiore della stella che illumina e scalda il nostro sistema. Questa nuova scoperta ha riaperto tra gli astronomi un grande dibattito sulla natura di questi corpi celesti di cui fino a pochi anni la stessa esistenza era in dubbio. Gli scienziati ora si chiedono se la nascita dei buchi neri giganti sia precedente o successiva all'origine delle galassie. Questi corpi celesti sono talmente massicci e densi che la loro forza di attrazione gravitazionale assorbe e ingoia qualsiasi altro corpo, e perfino le radiazioni, compresa la luce. |
Per questo motivo i buchi neri
sono invisibili. Ciò che rimane visibile, a volte, è l'alone
del materiale cosmico che, attratto dalla forza gravitazionale del buco
nero, vi sta precipitando dentro, oppure gli orbita attorno a una velocità
tremenda, per
contrastare con la forza centrifuga la altrimenti irresistibile attrazione gravitazionale della sua enorme massa. Sovente le galassie ospitano al loro centro un buco nero, attorno al quale ruota tutto il materiale galattico: esiste un immenso buco nero anche al centro della Via Lattea. Ma nascono prima le galassie e il buco nero centrale si forma per il concentrarsi di materiale verso il centro galattico? Oppure nascono prima i buchi neri, attorno ai quali si aggregano gradualmente le galassie, grazie all'accumulo di materiale intorno al "gorgo" spaziale? Richardstone, che propende per la seconda ipotesi, è convinto che i buchi neri costituiscano l'evoluzione dei quasar, ossia dei corpi celesti comparsi nelle primissime fasi di esistenza del cosmo.In particolare, l'osservazione dei tre buchi neri ha portato l'astrofisico del Michigan a dedurre che si siano formati quando il nostro universo aveva appena un miliardo di anni di età. Mentre fino a oggi è prevalsa l'opinione secondo cui la nascitadel cosmo risalirebbea dodici |
di anni fa. Perciò se gli
studi di Richardstone si rivelassero attendibili significherebbe che la
nascita del buco nero precede di gran lunga quella delle galassie.
(14 gennaio 2000)
FONTE: Dal
Sito www.repubblica.it
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